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Peggioro a vista d'occhio

31-01-2019 10:23

Vorrei aprire una rubrica fotografica e farmela pubblicare da qualche giornale, magari sulla Repubblica al posto di Fotocrazia di Smargiassi.
Si intitolerebbe "Poche Seghe", termine ormai universale per definire il concetto basilare di sfrondare di molto il corollario del niente che tiene su parecchia merce, in qualsiasi ambito, e,ovviamente, anche in quello fotografico.
Poche Seghe nel condire di interminabili concetti filosofici storie che non hanno nulla da raccontare, figuriamoci i concetti filosofici.
Poche Seghe su sta pippa della fotografia "al femminile" dove la stragrande maggioranza è convinta che una doppia esposizione eterea, un pò di contorsionismo e molto mosso su pseudo nudo in bianco e nero, faccia di quelle immagini un qualcosa di intimo e profondamente intellettuale, mentre ormai la cosa si avvicina più al ciclostilato.
Poche Seghe a tutto questo proliferare di workshop dove ti vogliono insegnare a imitare qualcuno,molto spesso il fotografo stesso che tiene l'workshop.
Poche Seghe a tutti sti ambassador, che si rincorrono con prove "sul campo" per recensire a pagamento l'ultimo giocattolino per i fotocomplessati che continuano a chiedere "con che macchina l'hai fatta?"
Poche Seghe alle mie foto in bianco e nero, con la toy camera di turno, sbavate di sviluppo, asciugate male e graffiate, sempre uguali a se stesse.
Poche, pochissime, seghe a tutte ste macchine fotografiche, che vengono sfornate una dietro l'altra, con un numerino in più e un bollino in meno, migliaia di euro per fare la foto alla panchina.
Di inverno.
Solitaria.
Nella neve.
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